Cosa vedere a Camino


Via Tagliamento

Via Tagliamento

Nel capoluogo di Camino al Tagliamento è presente un borgo di particolare interesse architettonico, denominato “Borc dai Siors”, per la presenza di palazzi appartenenti a ricche famiglie proprietarie di terreni nel territorio comunale.

Il borgo si sviluppa lungo via Tagliamento che collega l’aera centrale di Camino con il fiume Tagliamento. La struttura urbana tipica è quella dei borghi rurali friulani: edifici lungo la strada con i portoni di accesso alle corti interne, con rustici per l’attività agricola e l’orto.

Sono presenti palazzi e fabbricati costruiti tra il XVI e il XIX secolo ancora ben conservati. Tra i palazzi di maggior interesse storico architettonico vi è Palazzo Minciotti, con una pianta a “C” e l’atrio di ingresso che dà accesso alla corte interna.

Con facciata tripartita e timpano curvo, fu in origine la casa domenicale cinquecentesca del Conte Anselmo Savorgnan, di qui l’appellativo di “Casa Savorgnana”. Su tale struttura si sovrappone il restauro realizzato nella seconda metà del ’600 dai conti di Montegnacco.

Palazzo Savorgnan-Minciotti

Palazzo Savorgnan-Minciotti

Alla fine del ’700 Gregorio Minciotti acquista il palazzo dai Montegnacco. Recenti restauri hanno riportato alla luce gli originali fregi e ripristinato l’antica pavimentazione veneta in uno dei saloni.

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Chiesa di Pieve di Rosa, interno

Il piccolo insediamento di Pieve di Rosa, a sud-ovest del capoluogo e in prossimità della sponda sinistra del fiume Tagliamento, si è sviluppato attorno all’omonima chiesa di Santa Maria di Pieve di Rosa, la prima chiesa eretta in questo territorio dai monaci di Sesto al Reghena.

Anticamente il territorio era formato da boscaglia con adiacenti paludi; la Pieve si trovava in prossimità di un bivio importante formato da due strade romane: la Crescenzia, che da Latisana passava per Belgrado, Pieve e Codroipo e la Flaminia, o Augusta, che da Concordia passava per Sesto, Pieve e Codroipo. Pieve di Rosa, trovandosi sulla biforcazione del Tagliamento, si rivelò uno dei luoghi più adatti alla realizzazione di un guado per l’attraversamento del fiume.

La chiesa di Pieve di Rosa è il risultato delle trasformazioni architettoniche subite tra la metà del ’600 ed i primi del ’700. Nei secoli ha subito innumerevoli traversie: disastrose alluvioni, invasioni barbariche, spoliazioni (quella napoleonica la privò di quasi tutta l’oreficeria sacra), ed ancora incendi, furti, inavvedute vendite del patrimonio in tempi passati e relativamente recenti.

Chiesa di Pieve di Rosa, esterno

Chiesa di Pieve di Rosa, esterno

L’edificio si adorna di due portali e di un lavabo, opere lapidee ascrivibili vagamente alla produzione pilacortiana; tra le opere pittoriche meritano attenzione la pala di Sant’Antonio, di Lucilio Candido (1676), quella dell’altare delle Anime (1684) e la pala di San Gottardo.

La chiesa è stata riaperta ad agosto 2014 dopo i lavori di restauro.

villa colloredo a gorizzo

Villa Colloredo-Mels

Gorizzo è un borgo costruito attorno alla villa Colloredo – Mels (ora Mainardi – Bianchi) e presenta aspetti architettonici e paesaggistici di particolare suggestione ed interesse ancora intatti.

La villa è caratterizzata da una massiccia costruzione residenziale, affiancata da due barchesse allungate, con la facciata principale a nord che si specchia su un corso d’acqua e si apre su un vasto prato erboso, chiuso ad emiciclo da un basso muretto di acciottolato.

La facciata a nord presenta un’elegante balconata a trifora, in pietra; al centro della serliana, l’apertura più alta ad arco, è sormontata da un piccolo timpano. Le alte finestre rettangolari, ben scandite, che si aprono sul prospetto, presentano riquadrature in pietra.

La facciata posteriore, con motivi ornamentali più sobri, guarda su un vasto parco, ove vi sono alcuni corpi rustici minori.

Le due ampie barchesse, simmetriche, sono in linea con il corpo principale, pur essendo leggermente discoste dallo stesso; esse contribuiscono a definire “un affaccio pubblico” imponente, che viene ancor più sottolineato dall’estensione del prato antistante e dal basso muretto.

chiesetta gorizzo

Chiesetta dei Santi Canzio, Canziano e Canzianilla

Sul lato nord della strada si trova la chiesetta di Gorizzo dedicata ai Santi Canzio, Canziano e Canzianilla, la cui costruzione risale al Quattrocento (ma le preesistenze sono più antiche, infatti quando, nel 1349, i Conti Colloredo – Mels “acquistano Goriz”, già esiste una chiesetta, dipendente dalla Pieve di Codroipo).

Soggetta ad interventi di restauro nel corso del ’600 e ’700, è caratterizzata dall’assenza di atrio, e presenta un’aula rettangolare, con travatura a vista, e un coro quadrato con volta schiacciata, a crociera, con raffigurati i quattro Evangelisti. La chiesetta è circondata da un piccolo cimitero, delimitato da un muretto di sassi.

Nella villa di Gorizzo sono state girate alcune scene del film “La miglior offerta” di Giuseppe Tornatore.

mulino

Mulino di Glaunicco

In località Glaunicco sono da segnalare alcuni edifici di particolare interesse storico e paesaggistico tra i quali il mulino di Glaunicco, ubicato in un contesto paesaggistico di particolare valore, con le pale in ferro sul fiume Varmo.

Il mulino ha continuato a macinare fino al 1967 per diventare poi un ristorante, punto di riferimento per chi voglia gustare i sapori autentici del territorio.

Da un ponticello sul Varmo si accede a Glaunicco, con gli edifici in sassi disposti lungo una strada sinuosa, e l’antica chiesetta di San Tommaso, con il campanile al centro della facciata e con le scale in legno visibili dall’esterno, circondata dal cimitero.

La campagna di Glaunicco è ricca di casali, tra i quali spicca il Casale di Morson, per la tessitura delle murature in sassi e laterizi; recentemente restaurato nel rispetto della tradizione architettonica locale, è ora un agriturismo immerso in un’atmosfera agreste molto suggestiva.

Casali là di Morson

Casali là di Morson

Il paese di Bugnins con la chiesa di San Lorenzo Martire

Il paese di Bugnins con la chiesa di San Lorenzo Martire

Adiacente al fiume Tagliamento, e in mezzo a numerose rogge, si scorge il borgo rurale di Bugnins, soggetto nel tempo a numerose trasformazioni causate dalle ripetute alluvioni. Recentemente qui è venuta alla luce una vera e propria necropoli, risalente all’età del ferro.

Possiamo distinguere la presenza di due borghi, ancor oggi esistenti: Bugnins nuovo e Bugnins vecchio; il primo si trova lungo la strada che da Camino raggiunge Belgrado, ed è formato da una cortina di edifici ubicati sul lato ovest della roggia di Bugnins, l’altro invece è caratterizzato da un nucleo isolato, con poche case a ridosso dell’argine del fiume Tagliamento.

Pregevole è l’area ai lati della roggia di Bugnins, il più importante affluente del fiume Varmo; lungo la riva della roggia si trova l’edificio della latteria, un tempo attiva grazie alla ruota azionata dalle acque della roggia stessa.

grave

Greto del Tagliamento

Dalle strade che attraversano i borghi abitati si può raggiungere l’area interna dell’argine del fiume Tagliamento.

Un’area che presenta un alveo con una grande distesa di ciottoli, solcati da rigagnoli che, nel periodo delle piogge, si uniscono creando un grande corso d’acqua. Ai lati dell’alveo è presente una ricca vegetazione con sentieri di campagna suggestivi da percorrere.

All’esterno dell’alveo, i campi coltivati con filari di alberi rendono grandiosa l’area del parco naturale. Un’area ricca di vegetazione e di aspetti paesaggistici piacevoli.

 

 

Il Tagliamento al crepuscolo

Il Tagliamento al crepuscolo


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